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Revisione totale: Non serve un processo legislativo lungo e oneroso

Garanto ha partecipato alla consultazione che si è conclusa il 31 dicembre 2020. In particolare ha chiesto di non entrare in materia.

 L’attuale legge sulle dogane (LD) è entrata in vigore il 18 marzo 2005, ossia poco più di 13 anni fa. Completata nel 2016 con l’articolo 110 a-h sui sistemi informatici, non può certo essere definita «predigitale». Non ostacola né l’auspicato processo di uniformazione, semplificazione e digitalizzazione dei processi né l’evoluzione dell’AFD, come dimostrano del resto le decisioni adottate in merito alle nuove strutture e al profilo professionale dello specialista di dogana e sicurezza dei confini. Per Garanto non ha quindi senso avviare un processo legislativo così lungo e oneroso. Invita piuttosto a ridefinire a livello di legge l’organizzazione dell’AFD (art. 91 LD), in particolare per quanto riguarda il Corpo delle guardie di confine.

Secondo Garanto è opportuno intervenire solo in risposta a due interventi parlamentari depositati da Thomas de Courten (mozione 17.3376 e postulato 17.3377) che chiedono una normativa più semplice e generosa in materia di prassi penale per dichiaranti e di termini per la rettifica delle dichiarazioni doganali.

Non tutte le proposte di legge contenute nei disegni sono però da cestinare. Pensiamo ad esempio alla possibilità per il personale dell’UDSC di comparire davanti a un tribunale civile anziché penale.

Se, tuttavia, si deciderà di portare avanti i lavori riguardanti la LE-UDSC e la LTDo nella forma attuale, dal punto di vista sindacale si rendono necessari correttivi urgenti.

Struttura dell’UDSC

Il disegno della LE-UDSC presenta una lacuna importante: per molte decisioni fondamentali riguardanti il personale, si limita a rinviare all’ordinanza. Dal punto di vista della politica del personale, la struttura dell’UDSC è estremamente rilevante. Nel compendio si rileva che alcune disposizioni sono state stralciate per consentire il passaggio verso un’organizzazione più snella (un concetto del resto molto in voga attualmente). Il nuovo ufficio federale non è però un’azienda informatica in concorrenza con un’altra azienda privata o un’altra amministrazione. È semplicemente un’unità amministrativa federale che deve 2 assolvere compiti di pertinenza statale. Nell’interesse della stabilità e dell’affidabilità, Garanto invita quindi a indicare esplicitamente le strutture organizzative nella legge e sconsiglia di sottoporre il nuovo ufficio a un esperimento solo nell’intento di trasformarlo in un’organizzazione snella.

Arma

Decisioni a livello di legge devono essere prese anche per questioni più delicate come il porto dell’arma per i collaboratori della nuova unità Operazioni e Perseguimento penale. Considerato che gli effettivi saranno ben più numerosi di quelli del Corpo delle guardie di confine, la decisione non può spettare unicamente alla direzione dell’ufficio e al Consiglio federale, ma rientra manifestamente nelle competenze del Parlamento, come prevedeva del resto anche la vecchia legge.

Servizio pubblico

Per Garanto, la dogana e la protezione dei confini sono compiti di pertinenza statale e, di riflesso, parte integrante del servizio pubblico. La legge proposta fa passare in secondo piano questo aspetto fondamentale. Deve invece essere assolutamente chiaro che solo i collaboratori dell’UDSC - e non gli operatori privati - possono adempiere compiti doganali. Inoltre anche in futuro l’accesso ai servizi doganali dovrà essere garantito ai cittadini in forma non elettronica, ad esempio nell’ambito della procedura di ricorso. Una presenza affidabile dell’amministrazione è imprescindibile per dare sicurezza alla popolazione, alle PMI e all’economia.

Digitalizzazione

Garanto non crede che i programmi informatici permettano di digitalizzare interamente le procedure di sdoganamento. Come dimostra l’esempio della lotta al crimine in Gran Bretagna, l’automatizzazione tramite algoritmi genera nuovi problemi. Nel Norfolk, ad esempio, i numerosi fallimenti nelle indagini hanno provocato una perdita di fiducia nella popolazione.

Protezione dei dati

Il previsto potenziamento della raccolta di dati solleva interrogativi anche nell’ottica della protezione. Garanto dubita in generale che si debbano elaborare dati personali degni di particolare protezione, come le convinzioni o le attività religiose, filosofiche o politiche, l’appartenenza a una determinata etnia o le informazioni sanitarie. Molti dati riguardanti persone ricercate sono del resto già contenuti in altre banche dati.

Devono essere protetti anche i dati del personale. L’UDSC non deve avere la libertà, come invece previsto dal disegno di legge, di introdurre altre forme (oltre 3 all’uniforme e al documento di legittimazione) per dimostrare la legittimazione a compiere atti ufficiali. In particolare va evitata l’introduzione della targhetta con il nome che potrebbe esporre i collaboratori a molestie o addirittura metterli in pericolo.

Cassa di previdenza

Tra i complementi da apportare alla LE-UDSC figura l’articolo riguardante la cassa di previdenza, un’importante istituzione sociale al servizio dei dipendenti che deve essere tutelata dalla legge. L’art. 32 lett. e LPers non offre alcuna garanzia e potrebbe essere abrogato con una semplice decisione del Consiglio federale.

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