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Misure salariali

Rivendicazioni salariali 2023

Garanto e le altre associazioni del personale hanno presentato le loro rivendicazioni salariali per il 2023 al consigliere federale Maurer.

 

Il 31 gennaio si è tenuto un primo incontro durante il quale Garanto ha chiesto un aumento reale degli stipendi e la piena compensazione del rincaro per il 2023. Per Garanto è tempo di colmare il gap tanto più che negli ultimi due anni le associazioni del personale hanno rinunciato consapevolmente alle loro rivendicazioni. Un aumento reale sarebbe anche un segnale di stima e considerazione nei confronti dei collaboratori e delle collaboratrici dell’UDSC che hanno affrontato con coraggio e determinazione le sfide della pandemia.

Il Parlamento federale vuole davvero seppellire il partenariato sociale?

I sindacati del personale federale, con un approccio che la stessa Keller-Sutter ha definito costruttivo, avevano negoziato con il Consiglio federale un aumento salariale dello 0,5% per il 2026 a titolo di compensazione del rincaro.

Non si chiedeva la luna.

Risultato? Il Consiglio degli Stati ha concesso… lo 0%. Oggi, con una maggioranza di 121 voti contro 66 e 5 astensioni, il Consiglio nazionale ha accordato soltanto un aumento dello 0,1%.

La posta in gioco? Poco meno di 34 milioni su un budget di 90… miliardi.

Si parla, tra l’altro (pensiamo al personale dell’UDSC), di dipendenti fedeli che, mentre subiscono le dolorose incertezze di una altrettanto dolorosa ristrutturazione dell’UDSC, rischiano la vita ogni giorno e ogni notte alle nostre frontiere. Per la sicurezza dei cittadini di questo Paese… e dei loro rappresentanti eletti. Ma anche — cosa che a Palazzo federale sembra essere stata dimenticata — per incassare dazi doganali per un importo di 23 miliardi. Si parla anche di coloro che, in vista del G7 di Evian nel giugno 2026, si preparano a rinunciare ai loro congedi e alle loro vacanze.

Il Parlamento federale è davvero pronto a seppellire quello che viene chiamato partenariato sociale, un termine che oggi sembra aver perso ogni significato? È consapevole delle conseguenze delle decisioni prese finora per il 2026?

Ci saranno, ora, al Consiglio degli Stati, dei rappresentanti eletti che chiederanno di tornare a quanto è stato negoziato e sostenuto dal Consiglio federale?

Dipendenti dell’UDSC, prendete il telefono. Ora. Chiamate tutti i consiglieri agli Stati e i consiglieri nazionali che conoscete. Spiegate loro la realtà del vostro lavoro. E ricordate loro che le prossime elezioni si avvicinano…

Inviate questo messaggio anche ai vostri colleghi che non sono ancora soci di Garanto, per motivarli ad aderire al nostro sindacato: insieme potenziamo il nostro potere collettivo e siamo ancora più forti di fronte al potere politico.

Negoziati salariali della Confederazione: accordo su una compensazione del rincaro dello 0,5%, ma permangono le critiche

COMUNICATO STAMPA – Le associazioni del personale e la presidente della Confederazione, Karin Keller-Sutter, hanno raggiunto oggi un accordo nell’ambito dei negoziati salariali: per il personale federale è prevista una compensazione del rincaro pari allo 0,5%. Tuttavia, le richieste di riduzione avanzate dalle Commissioni delle finanze suscitano forte irritazione tra le associazioni del personale, che chiedono al Parlamento di rispettare il risultato delle trattative.

Un aumento salariale dello 0,5% non rappresenta un risultato straordinario. Esso consente di compensare l’inflazione attesa – che secondo le previsioni attuali dovrebbe attestarsi allo 0,2% nel 2025 – ma solo in misura limitata. Rimane quindi possibile un recupero molto modesto del ritardo accumulato negli anni precedenti. Nel settore privato, inoltre, l’indagine salariale UBS prevede per il 2026 misure salariali dell’1,0%.

Con il pacchetto di sgravio 2027 (PS27), il personale dovrà già far fronte a un significativo peggioramento delle condizioni di lavoro. Il risultato delle trattative salariali è quindi strettamente legato al PS27: le associazioni del personale avevano accettato una riduzione delle misure salariali dall’1,0% allo 0,5% proprio per evitare ulteriori peggioramenti delle condizioni d’impiego.

Le associazioni del personale esprimono dunque forte contrarietà di fronte alle proposte delle due Commissioni delle finanze, che intendono ridurre i fondi destinati alla compensazione del rincaro. Tale intervento rappresenterebbe un’ingerenza significativa nel partenariato sociale all'interno dell’Amministrazione federale e metterebbe in discussione l’esito delle trattative tra le associazioni e il Consiglio federale. Le associazioni chiedono pertanto al Parlamento di rispettare l’accordo raggiunto e ad approvare la proposta del Consiglio federale, che prevede una compensazione del rincaro dello 0,5%.

Le associazioni del personale chiedono un aumento salariale del 4%

Nella prima tornata di negoziati salariali per il 2024, le associazioni del personale hanno giustificato la loro richiesta di un aumento salariale del 4%. Parallelamente, gli obiettivi in termini di politica del personale e partenariato sociale sono stati concordati in una dichiarazione d'intenti congiunta.

 

Negli ultimi anni, gli impiegati federali non hanno ricevuto la piena compensazione del rincaro a causa della difficile situazione finanziaria. Durante le trattative salariali di oggi, le parti sociali hanno concordato che questo ritardo non deve continuare ad accumularsi. Nella dichiarazione d'intenti firmata oggi si legge: " si cercherà di compensare i mancati adeguamenti al costo della vita nel medio termine".

 

Per il 2024 si prevede un aumento dell'inflazione dell'1,9%. Nel frattempo, gli aumenti dei prezzi degli ultimi tre anni dovranno essere recuperati dell'1,5% (perdita di potere d'acquisto). Inoltre, nel prossimo ciclo di negoziati dovrà essere incluso un "margine di manovra per i negoziati tra le parti sociali" (come concordato anche nella dichiarazione d'intenti). Su questa base, le associazioni del personale APC, SSP, Transfair e Garanto chiedono congiuntamente di mettere a bilancio il 4% per le misure salariali nel 2025.

 

Il 3 giugno si terrà il secondo round di negoziati salariali: sarà l'ultima occasione per correggere il bilancio 2025 prima che venga adottato dal Consiglio federale.

Trattative salariali fallite

Il 16 novembre 2023, dopo tre intense tornate negoziali, sono fallite le trattative salari con la Ministra delle finanze Karin Keller-Sutter, responsabile del personale. Questo nonostante la pressione esercitata tramite una petizione del personale federale firmata da 8’974 persone che chiedeva la piena compensazione del rincaro. I sindacati si dicono profondamente delusi.

 

La delusione è grande. Anche dopo tre tornate di trattative salariali, le posizioni dei sindacati dell’Amministrazione federale e della Ministra delle finanze Karin Keller-Sutter sono rimaste talmente distanti da non poter trovare un risultato che andasse bene a entrambe le parti. Dal punto di vista dei sindacati, le negoziazioni salariali sono pertanto fallite. 

 

All’inizio delle trattative, gli stessi sindacati avevano consegnato alla Consigliera federale una petizione con cui 8’974 collaboratrici e collaboratori della Confederazione rivendicavano con forza la piena compensazione del rincaro e la compensazione dell’inflazione residua degli anni precedenti (in totale il 2,6 per cento). Il tutto è terminato con un nulla di fatto: malgrado questo forte segnale del personale federale non è stato possibile risolvere le divergenze.

 

Nelle prossime settimane, il Consiglio federale deciderà in via definitiva sulle misure salariali.

Colloqui salariali con la consigliera federale Keller-Sutter: si prospetta la compensazione degressiva del rincaro

Il 2 maggio hanno avuto luogo i colloqui salariali con la consigliera federale Keller-Sutter. Garanto e le associazioni del personale hanno insistito sulla piena compensazione del rincaro che attualmente si fissa al 2,2%. Il rincaro effettivo potrà essere calcolato solo a fine anno.

 

Il budget della Confederazione prevede solo l’1 percento. Come già in occasione dell’ultimo incontro, la consigliera federale ha ribadito che le finanze federali non navigano in buone acque. Garanto ha quindi proposto di modificare la ripartizione e di considerare l’eventualità di una compensazione degressiva. Ossia, di concedere la piena compensazione alle classi salariali più basse. Keller-Sutter ha reagito positivamente alla proposta e ha dato mandato all’UFPER di elaborarne l’attuazione. Una decisione in merito verrà tuttavia presa solo durante la seduta di metà novembre.

Le associazioni del personale hanno ottenuto un risultato migliore sul fronte della compensazione del rincaro

Al termine della terza tornata negoziale le associazioni del personale e il consigliere federale Ueli Maurer hanno concordato una compensazione del rincaro del 2,5%. Come appena confermato dal Consiglio federale, nel corso del prossimo anno sono previsti ulteriori colloqui.

I negoziati non si sono aperti sotto buoni auspici. Da un canto le finanze federali sono sempre più sotto pressione. Dall’altro, di fronte al forte rincaro (previsione 3%) e all’aumento dei premi di cassa malati (in media 6,6%), le aspettative del personale erano giustamente elevate. Senza contare che il tasso di disoccupazione è il più basso degli ultimi venti anni e la Confederazione deve poter reclutare personale ben qualificato anche in futuro.

I negoziati non si sono aperti sotto buoni auspici. Da un canto le finanze federali sono sempre più sotto pressione. Dall’altro, di fronte al forte rincaro (previsione 3%) e all’aumento dei premi di cassa malati (in media 6,6%), le aspettative del personale erano giustamente elevate. Senza contare che il tasso di disoccupazione è il più basso degli ultimi venti anni e la Confederazione deve poter reclutare personale ben qualificato anche in futuro.

Le collaboratrici e i collaboratori della Confederazione si meritano questa compensazione: dopo la pandemia è arrivata l’ondata di rifugiati dall’Ucraina e ora bisogna prepararsi ad affrontare una possibile crisi energetica.

Attenzione: tutti coloro che si trovano in garanzia salariale a causa di un cambio di contratto non ricevono la compensazione del rincaro ai sensi dell'art. 52a cpv. 2 della OPers, né tantomeno beneficiano dell'evoluzione salariale.

Piena compensazione del rincaro per il personale federale 2023

In primavera le associazioni del personale hanno ottenuto che nel preventivo venisse inserito un 2% per la compensazione del rincaro. Nel frattempo, tuttavia, il rincaro ha raggiunto il 3,5% e non vi sono certezze circa la piena compensazione nel 2023. L’APC ha quindi lanciato una petizione che verrà consegnata al Consiglio federale il 7 novembre durante i negoziati salariali.

 

La petizione può essere firmata qui.

No a una riduzione salariale per il personale!

Nell’ultima giornata della sessione estiva il consigliere nazionale UDC Burgherr ha depositato una mozione con la quale chiede di ridurre i salari del personale federale. In segno di solidarietà con l’economia privata, dove molti hanno perso il lavoro o guadagnano temporaneamente il 20% in meno, i dipendenti federali che percepiscono un salario superiore a 100'000 franchi dovrebbero accettare una riduzione del 5% per i prossimi due anni. Secondo l’autore della mozione si tratta di un gesto simbolico che non ridurrebbe nessuno in miseria.

 

Un attacco ai salari del personale federale!

Ma il consigliere Burgherr intende i salari netti o quelli lordi? Perché a seconda del caso sarebbero in molti a risentirne. Una cosa è comunque certa, Garanto non starà a guardare: l’onorevole Burgherr dimentica infatti il grande impegno profuso dal personale dell’AFD durante il coronavirus e i rischi ai quali si è esposto.

 

Ripercussioni per i Comuni e i Cantoni

L’onorevole Burgherr ha valutato le ripercussioni che la sua proposta avrebbe per i Comuni e i Cantoni? Direi proprio di no. I dipendenti federali sono anche buoni contribuenti e versano puntualmente i loro contributi alle istituzioni politiche. Senza dimenticare il sostegno che con i loro consumi assicurano all’economia.

 

Garanto si oppone!

A inizio settembre Garanto incontrerà i parlamentari per avviare un’attività di lobby contro questa mozione priva di ogni logica. Sono ottimista e credo che insieme alle altre associazioni del personale riusciremo a evitare che venga approvata.