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Le misure di risparmio non risparmiano nessuno

Le massicce misure di risparmio decise dal Consiglio federale in materia di personale sono estremamente difficili da ingoiare per le associazioni del personale ma anche per l’UFPER. Attualmente le parti stanno negoziando soluzioni per limitare al massimo l’impatto negativo ma non si scappa: la coperta è troppo corta da tutti i lati.

 

Per quanto entrambe le parti, associazioni del personale e UFPER, si siano messe diligentemente al lavoro, è difficile trovare un’intesa globale anche perché le misure si intersecano: se si fanno concessioni per A, B, C e D ne pagheranno le conseguenze. Le associazioni del personale, tra cui Garanto, si battono in particolare in difesa degli interessi delle categorie di personale più vulnerabili. La situazione è grave soprattutto per le categorie che già si trovano fortemente sotto pressione a causa dei processi in corso e che lavorano in contesti difficili.

 

Ne sono un esempio i nostri collaboratori operativi all'UDSC. Per loro Garanto deve trovare soluzioni in parte in contrasto con le irritanti disposizioni del Consiglio federale che chiede tagli trasversali per tutti i dipartimenti e per tutte le categorie di personale senza distinzioni. Qui sono chiamate a intervenire tutte le parti: Consiglio federale, UFPER, UDSC, Parlamento e parti sociali.

 

Ma chi c’è dietro?

Che tira le fila non è il Consiglio federale, né l’UFPER o l’UDSC e tanto meno Garanto e le altre associazioni del personale: è stata la maggioranza in Parlamento a fare pressione affinché si facciano degli adattamenti, e il Consiglio federale lo segue. L’unica «equità» in tutta questa storia è il fatto che la ricerca di una soluzione grava massicciamente su tutte le parti, ad eccezione come detto della maggioranza in Parlamento.

 

In marzo l’UFPER e le associazioni del personale hanno discusso le misure meno incisive incassando qualche delusione: gli aspetti meno dolorosi sono anche quelli con il minor potenziale di risparmio. Per motivi di confidenzialità negoziale, attualmente Garanto non può entrare nei dettagli.

 

Quanto pesa il nuovo sistema salariale?

La situazione è stressante soprattutto perché non risparmia proprio nessuno. E questo è tutto «merito» del Parlamento. Garanto non può fare promesse concrete se non quella di dar fondo a tutte le possibilità per contenere al massimo i danni. L’unica certezza è che nel 2026 l’Amministrazione federale deve risparmiare 30 milioni di franchi.

 

Come se non bastasse, il Consiglio federale ha commissionato un nuovo sistema salariale in sostituzione di quello attuale, che peraltro continua a dare ottime prove. Su questa scelta i pareri divergono. In particolare ci si interroga sull’opportunità di integrarla nelle riflessioni riguardanti le misure di risparmio. I due progetti sono completamente distinti dal punto di vista amministrativo ma collegati da quello politico. Garanto informerà prossimamente sul nuovo sistema e sui suoi punti cardine.

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